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MAGGIO 2012

L’eternità del violino all’Auditorium, 24 mag

FEBBRAIO 2012

Sanremo 2012, David Garrett Simona Atzori e i Nirvana aprono la quarta serata, 17 feb

David Garret, il violionista rock che ama Funiculì Funiculà, 7 feb

"IMPOSSIBILE NON AMARE LA MUSICA ITALIANA", 7 feb

 

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David Garret, il violionista rock che ama Funiculì Funiculà

Il nuovo talento (da guinness) delle corde viene dalla Germania ed è sexy come un modello (lo è pure stato). Sarà ospite del festival di Sanremo il 17: con il suo Stradivari suonerà un brano dei Nirvana

David Garrett, 32 anni, tedesco, è entrato nel Guinness dei primati come violinista più veloce al mondo. Ex bambino prodigio, viene dalla «Harvard della musica», la Juilliard School. A 14 anni firmava un contratto con l’etichetta discografica numero uno, la Deutsche Grammophon. Col tempo, però, è diventato allergico agli usi e costumi della musica classica, e li sta rivoluzionando. A partire dal look: anfibi, chiodo, borchie, catenelle e jeans stracciati, con cui va sul palcoscenico. E’ assai bello e sexy, da passerella, ha fatto pure il modello pagandosi il master a New York. Il suo ultimo cd, Decca, con le Sinfonie di Beethoven in versione rock è doppio disco di platino. Ha mixato Mozart con Michael Jackson. Ospite di Sanremo, aprirà la serata del 17 suonando un brano dei Nirvana con il suo Stradivari.

Non le basta più la classica pura?

«A me sì, ma è il pubblico ad aver bisogno di altro. Con queste operazioni Beethoven e Mozart diventano accessibili a tutti. Gli stessi compositori inserivano il contemporaneo nelle loro musiche, perché non farlo oggi?».

I colleghi della classica però non approvano.

«Partono da un presupposto sbagliato, credono che popolare equivalga a commerciale. Vorrebbero una musica classica elitaria».

Le piace la canzone italiana?

«Mi diverto a suonare Funiculì Funiculà in versione rock. La musica italiana è ricca di belle melodie, penso a Verdi e Puccini, ma anche a Ennio Morricone. Quanto al pop, Ramazzotti e Zucchero sono i mie preferiti. L’eroe musicale d’Italia però rimane Paganini: a proposito, sa che la mia mano è grande esattamente come la sua?»

E se Zucchero le proponesse di fare qualcosa assieme?

«Ci siamo conosciuti a giugno, all’Arena di Verona, abbiamo parlato di una collaborazione futura. Vedremo».

Perché va in scena come un metallaro?

«Vesto così anche quando non suono. Inverto la domanda: perché i concertisti di classica adottano il look di due secoli fa? Non è che in passato i compositori vestivano come quelli del secolo prima: Beethoven non vestiva come Bach e neppure Ravel come Mozart».

Suona negli stadi, ma anche nelle sale di classica. Dove si trova più a suo agio?

«Non avverto grandi differenze. Forse negli stadi il pubblico si sente più libero di esprimersi, questo lo avverti e ti dà carica».

Dopo Sanremo quando la riavremo in Italia?

«Inciderò il mio prossimo disco quest’estate e vorrei presentarlo alla tv italiana entro la fine del 2012. Seguirà un tour e non mancheranno tappe italiane».

source: Piera Anna Franini · 07 febbraio 2012, vanityfair.it

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"IMPOSSIBILE NON AMARE LA MUSICA ITALIANA"

Violinista visionario, spetta a lui il merito di aver colmato il grande divario che separava la musica classica dalle dure melodie rock. David Garrett arriva sul palcoscenico dell’Ariston per la sua prima volta in Italia. La sua magistrale versione di “Smells like teen spirit”, prima traccia dell’ultimo lavoro discografico “Rock symphonies”, doppio disco di platino, ha dato il via alla quarta serata del Festival di Sanremo. Ed è in questa occasione che il musicista ha riscoperto la sua passione per i compositori italiani, in particolare Puccini, che gli ha garantito l’ingresso nel guinness dei primati per la più veloce esecuzione del brano “Il volo del calabrone”. D’altronde come ha lui stesso affermato: “Chi ama la musica non può non amare quella italiana”…

David tu conoscevi il Festival di Sanremo prima di essere invitato qui come ospite?

No, in verità non lo conoscevo, però ora che ho scoperto che si tratta della gara canora più importante d’Italia sono ancora più felice di essere stato invitato. Non vedo l’ora di salire sul palco per sentire l’atmosfera carica di emozione. Sono davvero molto eccitato all’idea di esibirmi qui. 

Il conduttore del Festival, Gianni Morandi, è uno dei grandi cantautori della musica italiana, conosci qualche suo brano?

Certo che conosco Gianni Morandi anche se in questo momento non mi viene in mente nessun titolo di una sua canzone, ma prometto che mi informerò nelle prossime ore.

Oltre a Morandi c’è qualche altro cantante italiano che conosci?

Di solito quando mi chiedono di musica italiana penso immediatamente ai grandi compositori come Puccini e Verdi. Una volta però in Germania mi è capitato di suonare “Musica è” di Eros Ramazzotti.

 Non hai mai pensato di incidere qualcosa di italiano?

Nella mia carriera ho inciso numerosi brani appartenenti al repertorio operistico italiano. Nel prossimo album mi cimenterò in una nuova esecuzione della canzone popolare napoletana “Funiculì Funiculà”, altro pezzo che ripropongo spesso durante i miei concerti. Chi ama la musica non può non amare quella italiana. Si tratta di una poesia di suoni e melodie a cui non puoi resistere. 

Attualmente molti giovani si avvicinano alla musica attraverso i talent show, cosa pensi di questa nuova realtà?

Credo che all’interno di questi programmi sia possibile trovare dei nuovi talenti, quello che però manca a questi artisti emergenti è la tenacia e la costanza. Finché sei nello show hai chi ti aiuta a crescere facendoti prendere le decisioni giuste nel momento giusto. Il problema è che fuori, nel mondo reale, sei da solo ed è difficile gestire il successo immediato. Non c’è più nessuno che ti guida nelle scelte importanti per la tua carriera. A quel punto se sbagli, non avendo un passato forte, rischi di sparire. 

Invece il tuo percorso è stato molto lungo e diversificato, vero?

Quando ho iniziato a studiare musica lavoravo contemporaneamente come modello. Studiare violino richiede tanti sacrifici ed ore ed ore di allenamento. Avevo bisogno di trovare un lavoro che mi aiutasse a pagarmi gli studi. Proprio muovendomi a piccoli passi sono riuscito a conoscere me stesso e capire le scelte giuste per la mia carriera.

Con questo vuoi dire che nella tua carriera non hai mai fatto scelte sbagliate?

Certo che ho sbagliato. Avendo costruito la mia carriera su basi solide anche se incappo in un errore ho alle spalle l’esperienza giusta per riuscire a rialzarmi.

(Fonte: Chiara Amendola, Newsic.it )

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foto: © Lorenzo Ceva Valla

 

Sanremo 2012, David Garrett Simona Atzori e i Nirvana aprono la quarta serata

Grandissima apertura per la quarta serata del Festival di Sanremo 2012 con due ospiti d’eccezione: David Garrett e Simona Atzori. Finalmente questa kermesse ha cominciato in modo bello, elegante, che ha reso l’idea della sua importanza. E’ stato un connubio magico di arti, che ha emozionato il pubblico, una performance estremamente curata nei dettagli e carica di profondo significato.

La coreografia è di Daniel Ezralov, così come quella delle altre serata del Festival, David Garrett con il suo violino ed accompagnato dall’orchestra ha suonato “Smells Like Teen Spirit” dei Nirvana e Simona Atzori ha ballato.

La prima parte della coreografia si sviluppa con il violinista tedesco su di una piattaforma rialzata alla destra degli schermi, la ballerina danza nel piano inferiore del palcoscenico, poi lei si sposta su un’altra piattaforma, speculare alla prima dalla parte opposta del palco.

Per chi non conoscesse bene Silvia Atzori, è una danzatrice senza braccia, che parte del grande pubblico ha conosciuto grazie al programma “Invincibili”, condotto da Marco Berry ed in onda su Italia 1, che ha raccontato la sua storia difficile, ma a lieto fine.

Simona Atzori e David Garrett sono esponenti di due arti che lavorano in maniera complementare tra loro ed è proprio il concetto che Ezralov sviluppa: lui per suonare usa solo le braccia, lei per ballare soltanto le gambe.

Si trovano così su due piattaforme vicine, dalla base delle quali spuntano braccia con un archetto ai piedi di David Garrett, gambe che si muovono, sotto alla Atzori. I due ripiani si avvicinano progressivamente, fino a quando non formano un cerchio e loro si trovano vicini a rappresentare con le loro parti un unico artista.

L’effetto complessivo è bellissimo, estremamente elegante ed emozionante. Vi lasciamo il video, nel caso ve lo foste persi. Finalmente un’apertura spettacolare in questo Festival, ci voleva proprio.

(fonte: 17 febbraio 2012 ,melodicamente.com

 

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Sanremo 2012, Simona Atzori e David Garrett aprono la quarta serata

La ballerina Simona Atzori apre la quarta puntata del festival di Sanremo danzando accompagnata dal vivo dal violinista tedesco David Garrett.

Uno dei momenti più belli si è avuto in apertura della quarta serata quando Simona Atzori, la ballerina di fama mondiale nata senza braccia ma diventata artista a 360 gradi, ha danzato su coreografia di Daniel Ezralow e musica suonata dal vivo dal violinista David Garrett.

Sin da piccola ha coltivato infatti l'amore la danza, la poesia, e la pittura su tela e ceramica che per lei sono state come ali per volare ed esprimere la sua grande voglia di vivere. Voglia che ha conquistato anche Candido Cannavò tanto che oltre a raccontarne la storia ne ha fatto la protagonista dell'immagine di copertina del suo libro "E li chiamano disabili" (BUR/Rizzoli, 2007). Lei stessa è oggi anche scrittrice e autrice del libro "Cosa ti manca per essere felice?" (Mondadori, 2011)

Le manca giusto la musica. Ma a quella ci ha pensato il talentuoso violinista tedesco David Garrett che sul palco di Sanremo è diventato quasi parte della coreografia. In questo il coreografo Daniel Ezlarow ci ha proprio azzeccato: considerando il particolare coinvolgimento che dava il virtuosismo del musicista la sensazione era proprio che partecipasse alla danza i Simona.

(fonte: Emanuela Zerbinatti, 18 Febbraio, arteesalute.blogosfere.it)

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MAGGIO 2012

Milano, 24 maggio 2012

L’eternità del violino all’Auditorium

Max Bruch: Concerto per violino e orchestra n.1 in Sol minore op. 26

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi; Violinista: David Garrett; Direttore: John Axelrod

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(...)non può mancare il violinista d’eccezione: David Garrett. (...)

Alla Bacewicz ha fatto seguito il Concerto per violino e orchestra n.1 di Bruch, compositore del tardo romanticismo tedesco vicino alle concezioni tradizionaliste di Brahms. Non sorprenderà allora trovare una composizione divisa ancora una volta in tre movimenti. Per eseguire la (non facile) parte solista entra in scena il protagonista della serata: David Garrett, divo ormai internazionale (è reduce dalla performance con Kaufmann durante la finale di Champions League a Monaco) che con acume la Verdi ha invitato nella stagione corrente. Se si ascolta una delle sue ormai famose cover di pezzi rock, ci si rende subito conto della sua virtuosità, ma sentirlo suonare dal vivo un brano appartenente al repertorio classico ce ne fa, se possibile,  aumentare ulteriormente la stima. Che sia un grandissimo lo si capisce fin dalla prima nota: un attacco limpido, un suono talmente intonato da confondersi inizialmente con quello dei fiati, per poi emergere in un sontuoso crescendo. Segue un’esecuzione praticamente perfetta, caratterizzata da un’intonazione maniacale, anche nelle posizioni acute. Anche le parti più veloci sono eseguite con una precisione tale da far sembrare semplice un brano che assolutamente non lo è. Il Concerto di Bruch gli ha anzi dato modo di esibirsi. In molti punti (per esempio del primo movimento), infatti, lunghe cadenze interrompono il flusso orchestrale subordinandolo di fatto alle evoluzioni del solista che si avventura nelle regioni acutissime dello strumento. Senza cesura si passa all’Adagio, un grande movimento lirico tipicamente tardo-romantico dove l’orchestra accompagna ora molto più dolcemente il violino. Ancora una volta ci colmiamo di reminiscenze brahmsiane col terzo movimento, un Allegro Energico a ritmo di danza, saltellante, che offre nuovamente il destro ai numerosi virtuosismi del magistrale Garrett. È molto suggestivo osservare il suo atteggiamento, non solo mentre suona, ma anche se non soprattutto mentre non suona! Non sta fermo un attimo, segue con cenni del capo il ritmo della musica come se stesse eseguendo un brano rock, insomma, si vede che gusta davvero ciò che sta suonando. Emblematica poi l’espressione del suo volto, nonché il sospiro affaticato che emette ogni volta che smette di suonare, segno evidente della passione e dell’intensità che cerca di trasmettere attraverso ogni nota. Un ottimo esempio di performer moderno a tutto tondo, capace di essere uomo copertina e trascinare anche le generazioni più giovani portando loro il valore di un patrimonio musicale che non può andar dimenticato. Al termine dell’esecuzione, lo scrosciante e continuo applauso del pubblico lo costringe ad eseguire tre bis: una sua divertente versione del Carnevale di Venezia di Paganini, l’Andante della Sonata n. 2 di Bach e, per finire, un netto cambio di genere con l’esecuzione splendida e decisa della sua cover di Smooth Criminal di Michael Jackson. Ci pare doveroso citare anche la semplicità e la gentilezza di Garrett che, durante l’intervallo, si è fermato a firmare più di un centinaio di autografi, senza negare un sorriso ad alcuno dei suoi ammiratori.

(...)

(fonte: Tobia da Franchi e Dario Spreafico, 30 maggio 2012 il Trillo parlante)

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